in programma

dal 12 Maggio 2017
al 26 Novembre 2017

Back to light. Faces Reflecting the Past at San Servolo Insane Asylum

installazione site-specific di Anne-Karin Furunes

In occasione della Biennale Arte 2017 la Galleria Traghetto Venezia è lieta di presentare nei giardini dell’isola di San Servolo l’installazione site-specific dal titolo BACK TO LIGHT dell’artista norvegese Anne-Karin Furunes. L’evento, curato da Daniela Ferretti e nato da un’idea di Elena Povellato, è promosso da San Servolo Servizi Metropolitani, la società che gestisce nell’isola il museo e l’archivio storico fotografico dell’ex ospedale psichiatrico, dove l’artista ha trovato ispirazione per il suo progetto.

Attraverso una serie di ritratti di ammalate ricoverate in passato nell’istituto, al visitatore viene presentato un percorso emozionale nella vita dell’isola di San Servolo. Sono fotografie risalenti per lo più al secolo scorso o addirittura alla fine dell’Ottocento: le degenti messe in posa in modo artificioso, per sottolineare la loro condizione di “caso clinico”, il corpo contratto, lo sguardo lontano dall’obiettivo, un fazzoletto al collo per ingentilire l’anonima divisa da manicomio. Tuttavia, ad uno sguardo più attento, si riesce a leggervi la separazione e la distanza del manicomio dal mondo esterno, e la solitudine di queste donne dimenticate dalla società e dalla storia.

Il lavoro artistico di Anne-Karin Furunes è fondato sull’analisi di archivi storici, raccolte di foto sbiadite dal tempo, di solito ritratti di persone sconosciute, che l’artista elabora digitalmente evidenziando nel volto grigio ed inespressivo riportato sulla carta stampata, tracce di quei sentimenti ed esperienze negate al soggetto mentre era in vita. Scava nelle pieghe del volto per far emergere un’identità violata, spesso perduta, talvolta annullata dalla società o dalla malattia, che però, nonostante ciò, ancora si intravede nel decoro della posa, nello sguardo fuggevole e nella cura dell’acconciatura.

L’installazione occupa uno dei giardini interni dell’isola: in questo spazio, racchiuso sui tre lati da alte mura, sono composte le singole opere. Realizzate in lastre di alluminio,  la superficie perforata da migliaia di fori di differenti misure, appaiono tra alberi e siepi per scomparire dopo qualche passo. La luce che passa attraverso i fori sulla superficie permette all’immagine di ricomporsi soltanto quando l’incontro visivo con il visitatore si compie: e allora i volti delle ammalate, schive e solitarie, rivelano la loro presenza, raccontando a chi guarda di una vita quotidiana di dolore e segregazione.

Anne-Karin Furunes ha sviluppato la sua particolare tecnica di comporre un’immagine perforando una tela durante gli studi all’Accademia d’Arte di Trondheim nel 1993-94. Nel decennio successivo completa i suoi studi artistici a Oslo e Trondheim assieme a quelli si architettura a Londra e Copenhagen. Da allora espone con regolarità in Europa, Canada, Usa e Australia, partecipando alle principali fiere internazionali. Nel 2010 il Trondheim Kunstmuseum le ha dedicato un’ampia personale in cui l’artista ha presentato il lavoro degli ultimi dieci anni. Sue opere sono presenti in importanti collezioni tra cui ricordaimo The National Museum of Contemporary Art ad Oslo, il Barbican Art Center a Londra, The National Museum of China a Pechino, The Museum of Art di Trondheim, The Tromso Museum of Contemporary Art in Norvegia, The Museum of Contemporary Art Kiasma, Helsinki in Finlandia, The Museum of Art and Design a New York, Museo Fortuny a Venezia.

furunes-cartolina