in programma

dal 06 Febbraio 2019
al 10 Marzo 2019

1988 - 2018. Tentativi di ritratto

nell'opera di Antonia Di Giulio e le foto di Ralph Gibson

Due artisti a confronto, due sensibilità che si incontrano per dare vita a un dialogo profondo attraverso le forme e i contorni dei corpi ritratti. Dal 6 febbraio al 12 marzo, l’Isola di San Servolo a Venezia ospita la mostra “1988-2018”, in cui Antonia Di Giulio, tra le più importanti pittrici del panorama artistico italiano, accosta i suoi dipinti agli scatti del talentuoso fotografo statunitense Ralph Gibson, nel segno della rievocazione di un’esperienza che affonda le radici in un passato condiviso, riemerso dall’accostamento delle immagini fotografiche alle pennellate su tela.

 

Curata da Achille Bonito Oliva, con il patrocinio della Venice International University, la mostra verrà inaugurata il 6 febbraio alle ore 17.00, grazie anche alla collaborazione e disponibilità della società San Servolo Servizi Metropolitani che ha messo a disposizione gli spazi espositivi.

 

Attraverso 14 fotografie e 14 quadri, l’esposizione costruisce una dialettica tra sguardi artistici, linguaggi espressivi diversi, ma anche tra epoche distanti, come richiamato dal titolo stesso. Antonia Di Giulio si concentra su una selezione di ritratti in bianco e nero di se stessa, realizzati nel 1988 da Gibson in una sessione fotografica a New York, per affiancarli a una serie di sue recenti opere delle stesse dimensioni, dipinti astratti nelle tonalità del nero, bianco e grigio.

 

L’artista crea combinazioni e abbinamenti che determinano il passaggio dalla realtà “vera” della fotografia al segno pittorico scarno e austero, da cui scaturiscono energia visiva, dialoghi e connessioni di ricca complessità che rivelano ricordi e allusioni familiari ai due artisti; ma allo stesso tempo realizzano contrasti di motivazioni, dissonanze estetiche e concettuali: se da un lato, nei lavori fotografici di Gibson, esiste una rappresentazione del corpo fatta di sensualità, femminilità e di bellezza, dall’altro, nella pittura della Di Giulio, si impone la rarefazione e la dissolvenza di ogni suggestiva presenza, per arrivare ad uno stile estremamente rigoroso e severo, che però non annulla la sua fonte di ispirazione.

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